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Dall’Italia alla California, Giovanna Gattuso e il suo sogno americano

Dall’Italia alla California, Giovanna Gattuso e il suo sogno americano

di Benedetta Balestri 

 

Intervista a Giovanna Gattuso, una ragazza che ha seguito il suo sogno di poter canatre in America. 

L’ho incontrata sulla spiaggia di Venice Beach, dove, ognimattina cammina di fronte all’oceano per ricaricarsi prima di iniziare la lunga giornata di lavoro. Mi racconta della sua infanzia, del suo legame con l’Italia e di quella strana sensazione che aveva da piccola di essere nata nella famiglia giusta ma nel continente sbagliato. 

Giovanna Gattuso da bambina aveva un sogno: l’America. Arrivò in California con una valigia in mano, tante speranze, tante paure, ma un’unica certezza: Los Angeles era la città giusta per trasformare il suo sogno in raltà e diventare davvero una cantante. 

 

Ed è così che Giovanna, dopo due vittorie ai Los Angeles International Music Awards, dopo aver elaborato il metodo di tecnica vocale Crossover e aver collaborato con i grandi professionisti della scena musicale americana ed internazionale, oggi può dire di avercela fatta. Grazie al suo stile poliedrico e al suo charme tutto italiano, in breve tempo ha conquistato Los Angeles, dove ha aperto una scuola: la Venice Voice Academy. Oltre alle lezioni private, Giovanna ogni anno organizza dei campus per dare la possibilità di di vivere “Il sogno Americano” a chi, proprio com’è successo a lei un pò di tempo fa,aspira a una carriera musicale in California. Anche se adora il Paese dove oggi vive, Giovanna non ha mai smesso di amare l’Italia, dove con gioia spesso ritorna, per stare con la famiglia e per tenere corsi e lezioni di canto. Questa italo-americana doc non ha mai rinnegato le sue origini calabresi, e anzi ne va fiera, definendosi una vera e propria “terrona a Los Angeles”. 

 

B: C’è stato un momento in cui hai capito che l’America era il posto giusto per te?

 

G: Non c’è stato un episodio in particolare, l’ho sempre saputo e l’America non mi ha mai delusa. Quando sono scesa dall’aereo per la prima volta e mi sono guardata attorno, era tutto esattamente come me lo ero immaginata, come nei film. E ancora oggi Los Angeles è per me una continua riconferma che quello che sognavo si trovava proprio qua, attorno a me. 

 

B: C’è una collaborazione o un artista che ti ha segnato particolarmente? 

 

G: Ogni persona che ho incontrato qui è stata in grado di darmi qualcosa, dal produttore all’allievo di otto anni. Se però devo dirti un nome, penso a Ken Anderson, il mio primo insegnante di gospel: lui mi ha trasmesso l’amore per l’insegnamento. Il rapporto che si crea con gli allievi durante le lezioni è qualcosa di unico ed irripetibile e che mi da una carica fantastica. 

 

B: A proposito d’insegnamento, parlami della Venice Voice Academy: com’è nata l’idea di aprire una scuola? 

 

G: Quando sono arrivata a Los Angeles ho dovuto lottare per raggiungere i miei obiettivi ed è stata dura, per questo ho pensato: perchè non offrire un corso esattamente come quello che sognavo io? Rivivere l’atmosfera delle Charlie’s Angels, fare yoga di fronte al paesaggio californiano, incontrare mostri sacri della musica: oggi gli allievi della Venice Voice Academy fanno lezione con Lee Curreri, Emmanuel Fratianni, Laurie Robinson. Sono contenta di poter dar loro questa enorme possibilità. 

 

B: Oltre che insegnare, componi i tuoi pezzi, come nasce una canzone?

 

G: Un brano nasce nei momenti in cui sono sola con me stessa, in macchina ad esempio. Quando devo raccontare una storia, nella mia testa ho già una melodia e per questo motivo nascono sempre musica e testo conteporaneamente. Quando mi chiedono di musicare dei testi o di dare melodie a parole per me è molto più faticoso. A volte lo faccio ma è meno istintivo. 

 

B: Cosa ti manca dell’Italia?

 

G: A parte la famiglia? …. La famiglia (ride). Qua sto bene, non mi lamento, ma l’Italia mi manca e per questo amo circondarmi di italiani e di buon cibo. 

 

B: Cosa ami e cosa odi di Los Angeles? 

 

G: Nessuno mi obbliga a stare qua, è stata una mia scelta e per questo amo ogni singola cosa di questa città. Los Angeles è la terra delle opportunità, dove la possibilità di crescita è continua. Forse la cosa che mao di più è che qui c’è meritocrazia: se lavori bene e seriamente, questo ti viene riconosciuto, ed è meraviglioso. 

 

B: Cosa consigli ad un italiano che sogna Los Angeles? 

 

G: Prima di tutto di venire a farci una capatina per capire se si è adatti a questa città. Los Angeles è grande e dispersiva e bisogna essere pronti a mettere in gioco tutta la vita: famiglia, affetti e amore. 

 

B: Tu però torni spesso in Italia?

 

G: Si, in Italia faccio quello che faccio qua: collaboro con musicisti italiani e viaggio nella penisola per insegnare e tenere masterclass sul mio metodo. 

 

B: A proposito del tuo metodo: da cosa viene la parola Crossover? 

 

G: La parola Crossover in inglese indica un “punto d’incontro”, e il metodo infatti unisce diversi stili musicali, dando la possibilità di avere una base tecnica vocale sana che permetta di interpretare qualunque stile. 

 

B: E come definiresti invece il tuo stile musicale?

 

G: Le etichette non hanno mai fatto per me. Non sono una cantante jazz pura, nè lirica, nemmeno di bossa nova, e neanche di musica folkoristica, ma sperimento ogni giorno tutti questi stili. Amo ogni genere di brano, dallo standard jazz alle romanze napoletane. Forse sono anche io un pò Crossover. 

 

 

B: Hai ancora un sogno nel cassetto? 

G: Uno? Ne ho tantissimi, tutti i giorni. Non si deve mai smettere di sognare. Svegliarsi con una mission da compiere è ciò che dà la carica ogni giorno, senza sogni nel cassetto, cosa ti svegli a fare? 

 

B: Facciamo un bilancio?

 

G: Ho dovuto lavorare tanto. Qua direbbero che sono una workaholic, perchè lavoro continuamente 24 ore su 24. Nessuno mi ha mai regalato nulla, non ho avuto colpi di fortuna, non ho vinto lotterie. Tutto quello che faccio oggi, l’ho costruito da sola, mattone per mattone.

 

In fondo il sogno americano forse è proprio questo: la speranza che un giorno la fatica, i sacrifici ed il duro lavoro vengano premiati, e la storia di Giovanna ne è un esempio.

 

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